Impianti in terra – La messa a dimora
– Il periodo ottimale per l’impianto è l’autunno o eventualmente la primavera, periodi nei quali le piogge forniscono l’acqua necessaria alle piante, che hanno la possibilità di far crescere le radici per meglio superare il periodo di siccità estivo.
Impianti d’autunno sono da preferire in zone con inverni non troppo freddi ed estati calde e siccitose.
Impianti a primavera sono da preferire in zone con inverni molto freddi ed estati con caldo moderato o terreno con abbondante disponibilità idriche. Questo per dare alle giovani piante un più lungo periodo di crescita prima di dover affrontare il freddo invernale.
Se si ha la possibilità di irrigare regolarmente si può comunque piantare in qualsiasi momento dell’anno senza particolari problemi.
– Il Ph del terreno: Gli agrumi sono piante tendenzialmente acidofile, questo vuol dire che necessitano di un terreno che vada dal subacido al neutro (PH 6-7).
Con portainnesti speciali (Bitters/C22) però si può impiantare anche su terreni alcalini (PH 7,5-8,5)
Per la scelta del portainnesto più adatto al Ph del proprio terreno consigliamo di leggere la pagina dedicata ai portainnesti.
– Il tipo di terreno: Esistono molti tipi di terreno in base al contenuto di sabbie, limo e argille e si va da quelli sciolti fino a quelli più compatti.
Per la scelta del portainnesto più adatto alla tessitura del proprio terreno consigliamo sempre di leggere la pagina dedicata ai portainnesti.
– La concimazione:
Nella buca fatta per accogliere la pianta (dimensione ottimale 1x1x1m) conviene aggiungere sul fondo una buona componente di materia organica (stallatico o compost) nell’ordine del 2-3% del volume di terra smossa (ca. 20-30L/m3) e/o del concime granulare per agrumi da mischiare con parte della terra smossa secondo le dosi consigliate dal produttore.
Per impianti autunno-invernali è importante non mettere le radici della pianta a diretto contatto con il terriccio concimato per evitare di stimolarne la crescita nel periodo di riposo vegetativo. Per fare ciò basta stendere uno strato di terra non concimata di 5-10cm tra le radici e il terreno ammendato sottostante.
È importante che le piante non vengano piantate troppo a fondo e che il colletto di queste si trovi al livello del terreno circostante.
– Il tutore: È buona prassi dare ad ogni pianta un tutore al quale viene fissata per i primi anni dall’impianto. Questo serve a prevenire danni alle giovani radici in crescita quando con forti venti la chioma ondeggia vigorosamente.
– L’irrigazione: Nei primi anni sarà probabilmente necessaria un’irrigazione di supporto nel periodo estivo. Come regola generale conviene irrigare di rado con tanta acqua piuttosto che spesso con poca. Questo perché è auspicabile ottenere piante autonome nel minor tempo possibile, le cui radici si sviluppino in profondità alla ricerca delle locali riserve idriche, piuttosto che farle rimanere in superficie nello strato umido creato artificialmente da leggere e costanti irrigazioni.
A questo scopo può essere di aiuto creare una conca intorno alla base della pianta (vedi immagine) che può essere riempita quando la pianta inizia a mostrare segni di stress idrico e che permette una irrigazione profonda del terreno.
La conca va spianata in periodi di abbondanti piogge se il terreno non riesce a drenare l’acqua e si crea un ristagno idrico troppo prolungato.
Un’altra soluzione per apportare tanta acqua e in profondità è quella di portare un tubo per irrigare fino al tronco della pianta e, regolando appositamente il rubinetto, di far gocciolare l’acqua per varie ore.
L’acqua migliore per irrigare è l’acqua piovana. Acque molto dure possono portare ad un progressivo innalzamento del ph del terreno che a sua volta provoca clorosi ferrica o altri sintomi di carenza nelle piante.
Questo è un fattore particolarmente importante da considerare per piante in vaso.
Impianti in terra – La cura negli anni
Per impianti in terra è importante cercare di raggiungere il più velocemente possibile una buona dimensione dell’albero, che a quel punto, sorretto da un’ampia superficie fogliare, può fruttificare abbondantemente.
Per raggiungere questo obiettivo è utile fare attenzione ai seguenti punti.
– Il controllo delle erbe infestanti intorno al tronco dei giovani alberi di agrume è di una certa importanza nei primi anni dall’impianto. Queste fanno concorrenza alle radici ancora superficiali degli alberi sia per i nutrienti che per l’acqua e possono rallentarne la crescita anche sensibilmente.
Un ottimo metodo di controllo può essere l’applicazione di uno strato consistente (10-20cm) di materiale pacciamante (cippato, corteccia di pino, paglia, ecc.) disposto a cerchio intorno al tronco, avendo cura di lasciare un paio di centimetri di aria intorno a questo.
– Le concimazioni: Gli agrumi sono piante con un alto fabbisogno di nutrienti e pur crescendo e producendo bene anche senza concimazioni, se le ricevono ne beneficiano alquanto.
È dunque consigliabile una buona concimazione organica al momento dell’impianto e poi ad ogni primavera, subito dopo le ultime gelate.
La somministrazione di concimi dovrebbe comunque essere limitata alla sola primavera/inizio estate. Concimazioni tardive provocano una vigorosa crescita autunnale che può ritardare l’entrata della pianta in riposo vegetativo. Inoltre i giovani rami spesso non hanno il tempo necessario per maturare e sono più sensibili alle gelate.
– Prolungare il periodo improduttivo delle giovani piante: sarebbe buona prassi andare ad eliminare tutti i fiori o piccoli frutti che le piante producono a primavera nei primi anni dall’impianto per favorirne un primo ottimale sviluppo.
Questo sarebbe particolarmente auspicabile per varietà fortemente produttive quali i Satsuma, il limone Meyer, il Thomasville, i Kumquat e i Limequat che, fruttificando abbondantemente già da giovani, investono molta della loro energia nello sviluppo dei frutti e che, se non arginati, tendono a creare alberelli a crescita molto lenta.
– I polloni: Sempre di nuovo sono da eliminare eventuali polloni che si creino al di sotto del punto di innesto (facilmente riconoscibili per la foglia trifoliata).
– La potatura: per gli agrumi piantati in zone soggette alle gelate bisogna scegliere attentamente il periodo di potatura e la forma di allevamento.
La potatura, sopratutto quando intensa, ha l’effetto di stimolare la pianta alla ricrescita. Quindi dovremo cercare di evitare potature tardo estive/autunnali, perché portano a una ricrescita tardiva (che non riuscendo più a lignificare sarà più soggetta a danni da gelo) e rallentano l’entrata delle piante in riposo vegetativo. Le potature tardo invernali rischiano di far uscire le piante dal riposo vegetativo prematuramente, esponendole a danni da gelata.
Il periodo migliore per potature intense è quindi subito dopo le ultime gelate invernali e poco prima del risveglio vegetativo.
Potature lievi possono essere fatte in pieno inverno o sennò da subito dopo le ultime gelate a inizio estate.
Per la scelta dell’ottimale forma di allevamento dobbiamo considerare come prima cosa se nella zona di impianto ci sono possibilità di nevicate.
Essendo una pianta sempreverde come l’ulivo, l’alloro, il leccio ed altri, teme come questi la neve non per l’esposizione alle basse temperature (anzi generalmente questa ha un effetto di cappotto termico) ma per la sua azione meccanica.
Quando la neve è bagnata e rimane attaccata alle foglie può succedere che le piante diventino talmente sovraccariche di peso che i rami inizino a spezzarsi.
Per ovviare a questa possibilità è bene ancorare le giovani piante a un buon tutore e potare gli alberi in forme capaci di resistere meglio al peso dell’eventuale nevicata, come per esempio nella forma piramidale o a globo, e di evitare quelle a vaso.
Buona prassi è eliminare tutti quei rami che hanno un’angolazione troppo acuta con il tronco, favorendo angolazioni tra i 45 e i 90°. Questi punti di giunzione risultano essere meccanicamente più robusti, permettono una maggiore flessione del ramo ed una eventuale rottura più lontana dal tronco.
– Più dettagli e consigli utili a prevenire danni da freddo li trovate qui: Resistenza al gelo
Riassumendo comunque è da evitare durante l’inverno ogni prassi che stimoli le piante alla crescita, come forti potature tardo-invernali, concimazioni autunno/invernali e coperture fisse della pianta con teli plastici o in TNT. Inoltre le piante devono arrivare in autunno sane e con rami ben lignificati.
I parassiti
Gli agrumi da noi in Italia non hanno generalmente grossi problemi riguardo a parassiti.
Afidi e cocciniglie tendono ad essere un problema solo se le concimazioni sono troppo abbondanti e/o in mancanza di antagonisti naturali.
Se non utilizziamo antiparassitari sistemici che uccidono tali antagonisti, gli eventuali parassiti appaiono e scompaiono dopo poco tempo senza bisogno del nostro intervento.
Un’eccezione sono le minatrici fogliari, che non hanno antagonisti naturali, e la cocciniglia cotonosa solcata, laddove non fosse presente l’antagonista Rodolia cardinalis.
– La minatrice fogliare attacca le giovani foglie a partire da metà giugno circa, quando salgono le temperature notturne. Le foglie si accartocciano in modo caratteristico e in parte ingialliscono, riducendo la superficie fotosintetizzante della pianta.
La prima spinta di crescita rimane illesa, dato che le minatrici in quel periodo sono ancora inattive. Per questo motivo le minatrici non sono generalmente un grosso problema per piante adulte che tendono a fare una prima crescita vigorosa e poi mettono gran parte della loro energia nell’accrescimento dei frutti senza creare nuovi ributti importanti.
Piante piccole invece ne soffrono di più e per aiutarle, in presenza del parassita, si possono fare dei trattamenti con olio di neem o suoi estratti a base di azadiractina, da irrorare sulle foglie ancora tenere a intervalli di 8-10 giorni fino a ché le foglie sono indurite e non più attaccabili. Le eventuali foglie accartocciate possono essere lasciate sulla pianta dato che comunque, anche se in minor modo, continuano a fare fotosintesi.
– La cocciniglia cotonosa solcata può essere eliminata con trattamenti di olio bianco o importando l’antagonista Rodolia cardinalis (già presente in molte aree di coltivazione degli agrumi e oltre).
