Consigli per l’impianto e la cura

-Il periodo ottimale per l’impianto è l’autunno o eventualmente in primavera, periodi nei quali le piogge forniscono l’acqua necessaria alle piante, che hanno la possibilità di spingere le radici nel terreno circostante per meglio superare il periodo di siccità estivo.
Impianti d’autunno sono da preferire in zone con inverni non troppo freddi ed estati calde e siccitose.
Impianti a primavera sono da preferire in zone con inverni molto freddi ed estati con caldo moderato o terreno con abbondante disponibilità idriche. Questo per dare alle giovani piante un periodo di crescita in più prima di dover affrontare il freddo invernale.
Se si ha la possibilità di irrigare si possono comunque piantare le piante in vaso tutto l’anno senza grossi problemi.

-Gli agrumi sono piante tendenzialmente acidofile, questo vuol dire che necessitano di un Ph che vada dall’acido al neutro ma non sull’alcalino. Questo vale in particolar modo per piante innestate sul Poncirus trifoliata che non tollera presenza di calcare attivo e Ph superiore a 7-7,5.
Il Citrumelo Swingle risulta essere un portainnesto leggermente più resistente al calcare attivo e al Ph basico del Poncirus trifoliata, ma ha comunque difficoltà in questo tipo di terreno.
Chi si trovasse in una zona con terreno leggermente calcareo può comunque tentare l’impianto facendo una grossa buca (minimo 1x1x1m) aggiungendo, oltre alla componente concimante, una buona quantità di torba acida (Ph 3-4).

-Se il terreno è argilloso o presenta ristagni idrici è da preferire come portainnesto il Poncirus trifoliata. Se invece è tendenzialmente siccitoso, sabbioso e profondo è da preferire il Citrumelo ‘Swingle’.

-Nella buca fatta per accogliere la pianta conviene aggiungere una buona componente di materia organica (stallatico o compost). È importante che le piante non vengano piantate troppo a fondo e che il colletto di queste non si trovi sotto al nuovo livello del terreno.
In zone dove non vi sono problemi di ristagni idrici per l’irrigazione può essere di aiuto creare una sorta di conca intorno alla pianta che all’occorrenza può essere riempita di acqua per permettere un’irrigazione profonda del terreno.

-Il controllo delle erbe infestanti intorno al tronco dei giovani alberi di agrume è di una certa importanza nei primi anni dall’impianto. Queste fanno concorrenza alle radici ancora superficiali degli alberi sia per i nutrienti che per l’acqua e possono rallentarne la crescita anche sensibilmente.
Un’ottimo metodo di controllo può essere l’applicazione di uno strato consistente (10-20cm) di materiale pacciamante (cippato, corteccia di pino, paglia, ecc.) disposto a cerchio intorno al tronco, avendo cura di lasciare un paio di centimetri di aria intorno a questo.

-Sempre di nuovo sono da eliminare eventuali polloni che si creino al di sotto del punto di innesto (facilmente riconoscibili per la foglia trifoliata).

-Nei primi anni sarà probabilmente necessaria un’irrigazione di supporto nel periodo estivo.
Come regola generale conviene irrigare di rado con tanta acqua piuttosto che spesso con poca.
Questo perché vogliamo ottenere piante autonome nel minor tempo possibile, le cui radici si sviluppino in profondità alla ricerca delle locali riserve idriche, piuttosto che farle rimanere in superficie nello strato umido creato artificialmente da leggere e costanti irrigazioni.
La conca per irrigare è molto utile a questo scopo perché può essere riempita quando la pianta mostra segni di stress idrico e permette una irrigazione profonda del terreno. La conca va tolta in periodi di abbondanti piogge quando il terreno non riesce a drenare l’acqua e si crea un ristagno troppo prolungato.

-Importante nei primi anni è cercare di raggiungere il più velocemente possibile una buona dimensione dell’albero, che a quel punto, sorretto da un’ampia superficie fogliare, può fruttificare abbondantemente.
A questo scopo oltre al controllo delle infestanti e all’equilibrata concimazione, si possono eliminare tutti i fiori o piccoli frutti che le piante producono durante i primi anni di vita.
Questo è particolarmente importante in varietà fortemente produttive quali i Satsuma, il Thomasville, i Kumquat e i Limequat che, fruttificando abbondantemente già da giovani, investono molta della loro energia nello sviluppo dei frutti e che, se non arginati, creano alberelli a crescita lentissima.
Qui a fianco si vede una piccola pianta di satsuma che già al secondo anno dall’innesto ha prodotto un frutto e che perciò non si è sviluppata a sufficienza.

-Gli agrumi sono piante con un alto fabbisogno di nutrienti e pur crescendo e producendo bene anche senza concimazioni, se le ricevono ne beneficiano molto.
È dunque consigliabile una buona concimazione organica al momento dell’impianto e poi ad ogni primavera, subito dopo le ultime gelate.
La somministrazione di concimi dovrebbe comunque essere limitata alla sola primavera/inizio estate. Concimazioni tardive provocano una vigorosa crescita autunnale che può ritardare l’entrata della pianta in riposo vegetativo. Inoltre i giovani rami spesso non hanno il tempo necessario per maturare e sono più sensibili alle gelate.

-Per prevenire i danni da freddo consiglio di leggere attentamente le informazioni e i consigli scritti nella sezione “resistenza al gelo” di questo sito.

-Gli agrumi non hanno generalmente grossi problemi riguardo a parassiti.
Afidi e cocciniglie tendono ad essere un problema solo se le concimazioni sono troppo abbondanti e/o in mancanza di antagonisti naturali.
Se non utilizziamo antiparassitari sistemici che uccidono tali antagonisti, gli eventuali parassiti appaiono e scompaiono dopo poco tempo senza bisogno del nostro intervento.

Un’eccezione sono le minatrici fogliari che non hanno antagonisti naturali e che attaccano le giovani foglie a partire da metà giugno quando salgono le temperature notturne.
Le foglie si accartocciano in modo caratteristico e in parte ingialliscono riducendo la superficie fotosintetizzante della pianta.
La prima spinta di crescita rimane illesa dato che le minatrici in quel periodo non sono ancora attive.
Per questo motivo generalmente le minatrici non sono un grosso problema per piante adulte che tendono a fare una prima crescita vigorosa e poi mettono gran parte della loro energia nell’accrescimento dei frutti.
Piante piccole invece ne soffrono un po’ di più e per aiutarle, in presenza del parassita si possono fare dei trattamenti con olio di neem o suoi estratti a base di azadiractina, da irrorare sulle giovani foglie ancora tenere e da rinnovare ad ogni nuova spinta di crescita. Le eventuali foglie accartocciate possono essere lasciate sulla pianta dato che comunque, anche se in minor modo, continuano a fare fotosintesi.

Prodotti a base di neem sono naturali e sono consentiti in agricoltura biologica. Sono efficaci anche contro afidi, aleurodidi, tripidi e cicaline.
In caso di forti infestazioni di cocciniglie si può utilizzare l’olio bianco che agisce per asfissia e che di per sé non è tossico.